ALTRA SPLENDIDA GIORNATA DI GRANDE MUSICA...

Gli eventi più salienti del festival sono iniziati ieri quando a mezzogiorno al Museo Greco è iniziata la serie dei concerti celebrativi in onore di Sauro Peducci, uno dei fondatori e instancabile organizzatore di U.J. sino ai giorni nostri. Molti i musicisti che si sono succeduti sul palco a ricordare la figura dell’ amico Sauro, scomparso improvvisamente nel Maggio scorso lasciando un grande vuoto nel cuore dei tantissimi che lo hanno conosciuto e che hanno collaborato con lui, apprezzandone le grandi doti umane, l’ intelligenza e le capacità. Alle 18,30 altro appuntamento importante quando è salito sul palco della Sala dei 400 al Palazzo del Popolo il coro gospel di Chicago guidato da Dr. Charles Heyes. Vecchia conoscenza del Festival, dove è già stato ospite altre due volte, il coro è tornato sull’ onda di un successo ormai consolidato in patria, e ancora una volta ha entusiasmato il pubblico con il suo suond potente e grintoso tutto volto a sostenere una carica vitale ed emozionale fortissima. Alle 21 al Mancinelli toccava a Stefano Bollani continuare a tendere il filo sottile della carica di energia del festival. Amatissimo dal pubblico e ormai affermato a livello internazionale, Bollani ha iniziato il suo impegno in questa edizione di Umbria Jazz con un bellissimo concerto in piano solo. Fresco di un contratto con la ECM, il pianista ha presentato, accanto ad alcune delle sue interpretazioni più note, alcuni brani presi dal suo primo CD uscito per la prestigiosissima etichetta, una recente registrazione in piano solo. Il pianista si è riconfermato artista di valore assoluto, in possesso di tecnica superba, di grande lirismo e di profonda cultura musicale. Capace di spaziare dalla rivisitazione disincantata di notissimi brani standard jazz alla miglior tradizione della musica colta brasiliana, dalla canzone d’ autore italiana o francese fino a brani originali o appartenenti a quel genere dai contorni sfumati che va sotto il nome di musica contemporanea, Bollani resta sempre e comunque se stesso, e il suo pianismo dal tocco delicato e poetico rende ogni sua interpretazione un momento unico e irripetibile. Il compito ci concludere la serata al Mancinelli è toccato al quintetto di Roy Hargrove, anche lui vecchissima conoscenza di U.J. malgrado la giovane età. Considerato da molti il miglior trombettista jazz della sua generazione, Roy ha presentato al pubblico del festival un bel progetto in quinetto esibendosi in un lungo set giocato sull’ utilizzo con freschezza e coerenza di un linguaggio direttamente preso dalla tradizione del jazz più vero e puro, ma dai toni e dalle intenzioni modernissime. Atmosfere cariche di energia torrenziale si sono succedute a momenti di assoluto e delicato lirismo, in un continuo legato e sostenuto da una ritmica swingante e precisa, attenta a seguire tutte le variazioni espressive dei solisti, apparsi tecnicamente preparatissimi e in possesso di assoluto controllo sui rispettivi strumenti. A mezzanotte vera sorpresa conclusiva della giornata quando sul palco ella sala dei quattrocento ha iniziato il suo concerto il quartetto di Lew Soloff con Joe Locke al vibrafono, Billy Hart alla batteria e un sorprendente e bravissimo Francois Moutin al c.basso. Il gruppo, formato da consumati ed esperti performers notissimi al pubblico del jazz, ha suonato un lungo set formato quasi solo da bellissimi brani orginali, molto melodici e musicalmente ineteressanti, suonati in un linguaggio molto moderno basato su un interpaly serratissimo e caratterizzato da onde continue di energia allo stato puro, magistralmente espressa e incanalta dai singoli membri, mostratisi veri giganti della musica improvvisativa. Veramente un concerto da non perdere.

Giovanni Serrazanetti

1 Roy Hargrove Quartet
 Teatro Mancinelli
2 Stefano Bollani piano solo
 Teatro Mancinelli
3 Rea, Sellani, Pietropaoli, Tommaso, Gatto  - Concerto per Sauro
Museo Emilio Greco
4 Joel Frahm Quartet + Daniele Scannapieco & Max Ionata
Palazzo dei Sette
5 Dr Charles G Hayes & The Warriors
Palazzo del Popolo (Sala Expo)
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