SI E' CONCLUSA LA QUATTORDICESIMA EDIZIONE DI UMBRIA JAZZ WINTER.

L’ospitalità, l’arte, la storia, la buona cucina: tutti ingredienti questi della riuscitissima formula di Umbria Jazz Winter ad Orvieto.
Ma è la musica che ormai da quattordici anni è il richiamo irresistibile per i numerosi visitatori in città durante le feste di Natale.
Il cartellone della quattordicesima edizione di Umbria Jazz Winter ha proposto soluzioni per tutti i gusti. Nei cinque giorni in cui si è svolto il Festival gli appuntamenti proposti dal programma messo a punto dal Direttore Artistico Carlo Pagnotta hanno richiamato un numero sempre crescente di appassionati che si è riversato nel Teatro Mancinelli per gli appuntamenti serali e nei club per quelli notturni, realizzando quasi sempre il tutto esaurito.
Un foltissimo pubblico ha brindato al nuovo anno a ritmo di “funky jazz-salsa” sotto il palco allestito in Piazza del Popolo.
La tradizionale Messa della Pace in Cattedrale con il coro gospel si conferma un rituale irrinunciabile sia per gli orvietani che per i tantissimi turisti di questo primo giorno dell’anno.
Umbria Jazz Winter #14 in cifre:
- concerti a pagamento 82 (oltre 90 complessivi)
- presenze concerti a pagamento 12.200
- incassi biglietteria € 145.000
- presenze complessive 60.000
- artisti impegnati 152
- staff organizzativo (Comune di Orvieto, Associazione Te.Ma., Associazione Umbria Jazz) 80
- tecnici 25
- personale di servizio 50
- persone impegnate direttamente all’organizzazione del Festival 210.
Oltre 60.000 pagine visitate, più di 30000 foto e 3000 video scaricati, quasi 5 video visualizzati a persona; l'80% del traffico generato è costituito dai contenuti multimediali soprattutto video; Gli Stati Uniti sono il paese straniero con maggior numero di visite, ma rispetto al passato i visitatori italiani sono aumentati di quasi del 40%, sintomo di un interesse sempre maggiore suscitato dal Jazz nel nostro paese.
Umbria Jazz ricorda i suoi prossimi appuntamenti del 2007 al Blue Note di Tokio dal 14 al 19 maggio con Enrico Rava e Stefano Bollani, il piano solo di Stefano Bollani al Guggenheim Museum di New York il 21 giugno e il tributo a Charlie Parker di Francesco Cafiso con i Solisti di Perugia al Birdland di New York dal 26 al 30 giugno.
Sonny Rollins, Keith Jarrett, Pat Metheny, Brad Mehldau, George Benson, Al Jarreau, Joe Lovano, tra gli altri, vi danno appuntamento ad Umbria Jazz 07 dal 6 al 15 luglio.


PAOLO FRESU CHIUDE IN BELLEZZA

La giornata conclusiva del Festival è iniziata ieri a mezzogiorno al Museo Greco con un bel concerto del quartetto tutto americano guidato da Roberta Gambarini, ancora una volta confermatasi interprete di razza e degna erede delle miglior cantanti jazz del passato, le cui orme ripercorre con grande rispetto, tantissimo talento e una preparazione invidiabile. Alle 16 l’ attenzione del pubblico si spostava alla sala dei 400 del Palazzo del Popolo dove Stefano Bollani riproponeva il suo poetico trio con la ritmica dei danesi Jesper Bodilsen al c.basso e Morten Lund alla batteria. Alle 17 il coro gospel guidato dal veterano Dr. Charles Hayes arricchiva e con il suo canto di fede e speranza la Messa della Pace in Duomo alla presenza delle massime autorità cittadine. Alle 18 sempre al Palazzo del Popolo ultimo concerto dell’ ottimo quartetto guidato dal trombettista Lew Soloff con Joe Locke al vibrafono, Billy Hart alla batteria e un sorprendente Francois Moutin al c.basso. Ma la giornata del festival raggiungeva il suo apice solo alle 21 al Mancinelli quando Paolo Fesu saliva sul palco per un doppio concerto. La prima parte vedeva il trombettista sardo in compagnia di Uri Caine, uno dei pìiù ineteressanti e completi pianisti bianchi della scena americana di oggi. Musicista colto e profondamente calato nella modernità Caine ha già collaborato in passato con Fresu, e il loro duo era già apparso sul palco del Festival in un’ altra occasione riscuotendo un ottimo successo. I due sono apparsi ancora una volta in ottima sintonia e hanno offerto al foltissimo pubblico prsente un concerto intensissimo, nel quale il gioco contrappuntistico delle parti costruiva piccole cattedrali sonore, ottenute utilizzando spazi molto intimi e raccolti nei quali i due protagonisti potevano muoversi con libertà. Molto bello anche il repertorio scelto dai due che hanno rivisitato celebri brani di generi musicali che si allargano dal jazz fino alla musica sacra. Molto interessante anche se forse non altrettanto immediatamente fruibile il concerto del Devil Quartet che ha concluso la serata. Accompagnato da Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al c.basso e Stefano Bagnoli al c.basso, Fresu ha offerto un’ altro momento di lirismo e poesia, guidando con mano sicura il gruppo in un percorso sonoro denso e pregnante, tutto giocato sull’ alternanza di sonorità complementari volte a creare un continuum chiaroscurale affascinante. A mezzanotte il Festival continuava spostandosi ancora una volta al Palazzo del Popolo con un doppio appuntamento contemporaneo, nella Sala Expo, ancora una volta il Funky salsa del gruppo Yerba Buena con Alfredo De La Fè al violino, e nella Sala dei 400 il quintetto guidato da Roy Hargrove. L’ onore di concludere la kermesse è toccato poi al sestetto guidato dal sassofonista americano Joel Frahm che ha suonato ogni notte del Festival al Meeting Point del Palazzo dei Sette avendo come ospiti Daniele Scannapieco e Max Ionata.

Giovanni Serrazanetti

 

Associazione Umbria Jazz
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